Sussisa conserva ancora tracce della sua origine rurale che emergono dai tanti piccoli agglomerati talvolta anche piuttosto lontani tra loro.
Poli di aggregazione sono la chiesa eretta nel 1750 ed intitolata a S.Matteo e la società Operaia e Contadina, che è ancora centro di ritrovo. Nella società ha sede anche la Banda Musicale di Sussisa, complesso Musicale presente nelle sagre delle frazioni.
La frazione è attraversata dalla provinciale del monte Cornua in località Nunciano ove si trovano la chiesa e la società. Più in alto, dove dalla provinciale parte la strada per Levà, c’è l’abitato di Cretti. Altri abitati sono: Massiglione, Nosiglia, Castagne di Nosiglia, Camporotondo, Castagnola, Porcile.
La festa patronale è S. Matteo, che si festeggia la 1° domenica di luglio.
Non è facile datare l’origine del borgo, certamente una svolta ebbe il saccheggio dei pirati saraceni che avvenne nella cittadina di Sori il primo luglio del 1584. Molti cittadini spaventati da future nuove incursioni decisero di trasferirsi nella frazioni in posizione più distante dal mare e quindi più sicure.
Da un punto di vista amministrativo la comunità di Sussisa fece parte del territorio di Canepa, fino all’incorporazione nell’odierno comune di Sori avvenuta nel 1929.
Con la nuova dominazione francese di Napoleone Bonaparte in Liguria le quattro municipalità di Sori, Pieve di Sori, Canepa e Sant’Apollinare rientrarono dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all’interno della Repubblica Ligure annessa al Primo Impero francese. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Sussisa rientrò nel III Cantone, con capoluogo Sori, della Giurisdizione della Frutta e dal 1803 centro principale del VI Cantone della Frutta nella Giurisdizione del Centro. Dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Genova.
Nel 1800 sui monti Cornua e Becco sovrastanti il paese si combatté una famosa battaglia tra francesi comandati dal generale Andrea Massena e austriaci durante l’assedio di Genova; risale infatti a quel periodo la costruzione dei ponti romanici che collegano il paese a Canepa, probabilmente per agevolare lo spostamento delle truppe.
Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814 anche per gli altri comuni della repubblica ligure, e dal 1861 nel successivo Regno d’Italia. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Recco del circondario di Genova della provincia di Genova. Tre anni dopo, nel 1929, il comune di Canepa venne soppresso e confluito nella municipalità di Sori: Sussisa ne divenne quindi frazione.
Nel 1927 venne creato il Corpo Musicale del paese intitolato a Lorenzo Parodi e nel 1929 per dare una sede alla banda si costruì l’attuale Società Operaia di Mutuo Soccorso che, ancora oggi, è un punto di ritrovo per la popolazione.
Prima della costruzione del nuovo cimitero che risale agli anni 50 del Novecento i defunti venivano portati in spalla fino a Canepa per un tragitto che impiegava un’ora a piedi.
Frazione isolata se non con mulattiere e sentieri fino al secondo dopoguerra, nel 1962 arrivò finalmente la strada provinciale che collega il paese con il capoluogo Sori e la città di Genova. Nel 1967, alla presenza dell’allora ministro degli Interni Paolo Emilio Taviani, atterrato per l’occasione in elicottero sul campo sportivo, avviene l’inaugurazione della strada che collega al monte Cornua e alla val Fontanabuona.
Cosa vedere a Sussisa
Chiesa di Santa Maria Immacolata
In località Sussisa verso il 1754 venne retta una cappella intitolata alla SS. Concezione con tre altari: il maggiore fu intitolato ai Santi Giacomo e Filippo; gli altri furono intitolati ai Santi Matteo e Ferrando ed all’Immacolata Concezione. Ciò a significare della oramai crescente necessità della popolazione di un centro di aggregazione religiosa. Pare che il sito della cappella fu scelto in modo che fosse equidistante da tutti gli abitati circostanti.
La chiesa fu eretta in parrocchia autonoma il 12 ottobre 1920 con decreto del cardinale T.P. Boggiani.

Mulino delle Fulle
Dei mulini di un tempo è rimasto l’unico ancora integro, ancora funzionante e attivo in un ambiente perfettamente conservato risalente al XIV secolo.
Ponte napoleonico
Il ponte “napoleonico” ad arco in pietra da taglio è un tracciato della via Aurelia dai primordi del XIX secolo al 1937 (spostamento del tracciato sul viadotto) e dal 1944 al 1948 (distruzione e ricostruzione postbellica del viadotto. Oggi è percorso da via Garibaldi e raccorda la viabilità proveniente dalla ex statale n°1 Aurelia (oggi SP) alla SP 71 del Monte Cornua per le frazioni e la val Fontanabuona.
Originario tracciato della via Aurelia fino alla costruzione del ponte “napoleonico”, la Via Sant’Erasmo – nota a Sori come il carruggio – è la strada più antica e meglio conservata del capoluogo, risparmiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. È fiancheggiata da due schiere continue di palazzi alti da quattro a sei piani, che formano un borgo compatto all’occorrenza difendibile contro assalti provenienti dal mare, secondo l’uso tipico degli antichi borghi marinari genovesi. Collega la zona a mare, in prossimità del santuario di N.S. delle Grazie, con la via Aurelia, mediante un ripido tracciato in salita. A circa metà dell’ascesa si apre lato mare la piazzetta di Sant’Erasmo, su cui si affaccia l’omonimo oratorio, oggi utilizzato quale auditorium e sede del locale coro polifonico.