Canepa

Il borgo di Canepa si trova su un crinale che domina la valle di Sori; è disposto a ovest della chiesa la cui torre medioevale aveva all’origine funzioni difensive e di avvistamento. La disposizione dell’abitato, raccolto lungo gli assi viari che portano alla sovrastante chiesa parrocchiale, rispecchia l’impianto storico delle case a schiera, tipicamente genovesi.

Canepa ha dato origine a un territorio amministrativo, che nel ‘600 poteva fregiarsi dell’appellativo “Magnifica Comunità di Canepa” e che è stato un Comune indipendente fino all’annessione con Sori nel 1928.

Festa patronale, la 1° domenica di agosto, in onore di S.Eusebio.

Cosa vedere a Canepa

Chiesa di Santa Maria Assunta

La troviamo nominata la prima volta nel registro arcivescovile nel 1143 come cappella “S. Maria de Canava“, in occasione del decreto arcivescovile dell’epoca sulla decima dell’olio.

È intitolata a S.Maria Assunta e a S.Eusebio. In un atto del 1240, troviamo il rettore Adriano, assieme ai suoi omonimi della Pieve di S.Michele di Sori, di Capreno e di S.Bartolomeo, impegnato a dare garanzia per certe spese che l’arcivescovo di Genova doveva fare, a sostegno di una spedizione contro Federico II imperatore in lotta col Papa Gregorio IX. Tuttavia, non si conosce l’anno preciso di erezione a parrocchia, ma nel 1311 viene associata alla pieve di San Michele Arcangelo di Sori.

Nel 1582 il visitatore apostolico Mons. Bossio la trova già parrocchia aggregata a San Pietro di Capreno, mentre secondo altre fonti è Capreno aggregata a Canepa. Pare comunque che la chiesa sia stata unita a Capreno dopo l’ultimo rettore, il monaco pavese Pietro de Ulmo di S. Colombano di Bobbio, eletto il 6 agosto 1389. Da questa unione Canepa fu staccata il 21 luglio (o il 31) 1603 dal cardinale Orazio Spinola che la rese parrocchia indipendente; nello stesso anno avvenne la consacrazione.

La chiesa fu ingrandita nelle sue forme attuali nel 1725, e subì rimaneggiamenti nel 1882/1883. A conclusione dei lavori, il 20 marzo 1883 il rettore venne dichiarato prevosto.

La parrocchia è stata oggetto di approfondito studio da parte degli studenti del liceo scientifico di Recco, i cui lavori possono essere ammirati nell’oratorio sottostante. Attualmente l’oratorio, non avendo più funzioni religiose ma sede della locale confraternita, è divenuto un centro di aggregazione per la frazione.

L’altare in marmo alla Madonna del Soccorso, costruito nel 1825 allungando la chiesa, è frutto di una devozione importata da un sacerdote sorese di ritorno dal Perù. Nella Chiesa, pregevole è l’altare maggiore (1746), espressione sobria ed elegante del barocchetto genovese. Ai lati del presbiterio troviamo due pregevoli tele: a destra il Martirio di S.Orsola, dipinto nel 1586 da Bernardo Castello (1557-1629), e a sinistra, S.Pietro d’Alcantara in estasi davanti alla Croce, opera di Domenico Piola (1628-1703), provenienti rispettivamente dalle distrutte chiese genovesi di SS.Giacomo e Filippo e di S. Maria della Pace.

 

Ospitale di San Giacomo di Pozzuolo

Nel territorio della parrocchia c’era anche un hospitalis dedicato a S. Giacomo di Pozzuolo con una chiesetta, datato 1208, di cui si possono tutt’oggi visitare i ruderi medioevali.

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