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  • 1 Sori
    Sori al tramonto visto dal mare
  • 2 Il centro storico
    La parte più antica del borgo "il caroggio"con in primo piano l'oratorio di S. Erasmo che risale al 1550 circa in cui si svolgono importanti rassegne musicali. La prima domenica di giugno si svolge la Festa del Santo Patrono.
  • 3 Sori by night
    Sori by night... addobbato a festa in occasione dei festeggiamenti per la Madonna di Nostra Signora delle Grazie che si tiene il 15 agosto.
  • 4 Sori dall'alto
    Una parte del centro di Sori vista dall'alto
  • 5 Mareggiata
    Mare in burrasca
baner

Le frazioni

entroterra195L'entroterra di Sori è caratterizzata dalla valle attraversata dal rio omonimo, avente le sorgenti in prossimità di Case Cornua, lungo la strada Apparizione-Uscio. Il torrente alimentò nel passato numerosi molini, frantoi ed un follo (ove si lavoravano i panni), come testimoniano i toponimi e alcuni vecchi opifici, ancora conservati. Ne è esempio il mulino di Fulle, fra l'abitato di Canepa e Sussisa, ancora funzionante ed attivo in un ambiente perfettamente conservato risalente al XIV secolo, vero gioiello di tecnica idraulica. La strada di fondovalle (via Giordani), con le diramazioni per Canepa, Teriasca e Capreno, prosegue poi più ripida per Sussisa. Essa collegava tutti questi abitati con Sori ed il centro aggregato di Lago in posizione epicentrica.

S. APOLLINARE

L'abitato di S.Apollinare e' composto dal nucleo del Serraglio, che ospita una trattoria, e da poche case sparse, tutte in splendida posizione in alto sul mare. La chiesa conserva l'impianto originario romanico. E' famosa la splendida posizione panoramica del sagrato, che consente di ammirare: Punta Chiappa verso il promontorio di Portofino, la vallata di Sori e la costa sottostante a picco sul mare. Genova e' ben visibile a occidente, mentre la vista delle alpi Marittime e della Corsica e' riservata alle giornate più limpide. Poco lontano, si trova la torre di avvistamento (del '500) contro le incursioni dei pirati barbareschi.

La parrocchia:

sapollinarechiesa195E' l'unica chiesa della diocesi di Genova dedicata a S. Apollinare. La chiesa è nominata in un atto del 23 luglio 1195; quella che si dice costruita per voto dal sorese Apollinare Cavassa nel 1200 è probabilmente ampliamento e ricostruzione. La chiesa subì parecchie sistemazioni; nei primi decenni del secolo XIII era parrocchia a se; unita alla plebana di Sori, fu di nuovo staccata alla fine del secolo XIV e perdette cura d'anime. Da un atto notarile del 30 agosto 1310, la chiesa risulta incorporata a quella di S. Margherita di Sori, sotto prete Gaialdo. Tra i cappellani che l'officiarono senza cura d'anime, ebbe dal 3 gennaio 1400 al 26 agosto 1401, quel Simone Fieschi che fu poi vescovo di Caffa in Tauride. Dal 1400 al 1458 la chiesa fu nuovamente unita a Sori. Ne fu nuovamente staccata nel periodo che corre dal 1556 al 1564. Dal 1564 al 1575 pagò al vescovato di Genova l'annuo tributo di una libbra di cera bianca. Mons.Bossio nel 1582 la trovo parrocchia. Fu unita"aeque principaliter" a S. Bartolomeo nel 1966. Il registro dei Battesimi comincia nell'anno 1591.

S. BARTOLOMEO

Il borgo consta di poche sparse case, raggruppate principalmente vicino alla chiesa parrocchiale. L'edificio della Società Operaia, situato in un pregievole bosco di castagni, è ora un ristorante. Nell'antica osteria della frazione, vicino alla chiesa, vi è ora una rinomata trattoria. La frazione comprende anche l'abitato di Rupanego, verso la mulattiera che porta a Capreno. Festa patronale, la 3° domenica di luglio, in onore alla Madonna del Carmine.

La parrocchia:
La chiesa risale al XII secolo, secondo gli esperti di poco anteriore all'edificazione di S.Apollinare. La troviamo infatti nominata nel decreto sulle decime del 1143. Della chiesa primitiva, di stile romanico, rimangono l'abside e la base del campanile con bifore visibili dall'esterno. Internamente, ha tre altari: il maggiore, sacro all'Addolorata, il secondo al lato del vangelo, dedicato a N.S. del Carmine, e il terzo, sacro all'apostolo S.Bartolomeo. E' conservata nella sacrestia un'urna cineraria romana risalente al tempo dell'imperatore Claudio (10-54 d.C.). A fianco alla chiesa sorge l'oratorio (1770), intitolato alla Madonna del Carmine.

CAPRENO

Disposta su una piana a mezza costa e' la frazione più abitata del comune, un tempo collegata da una ripida mulattiera al fondovalle in località Ponte di Capreno. Oggi l'abitato si espande lungo la carrozzabile provinciale, mentre il bel nucleo antico di Castello resta un po' isolato sulla costa di levante. La vita sociale del paese ha i suoi riferimenti fondamentali nella società operaia e nella Chiesa di cui si ha notizie già nel 1143.
La Chiesa attuale costruita nel 1718 intitolata a S.Pietro apostolo e' ricca di affreschi, quadri, marmi e dorature; davanti ad essa, l'ampio piazzale con acciottolato "a risseu" ed il bosco di castagni fanno del centro frazionale un luogo degno di sosta e attrazione. Festa patronale, la 4° domenica di luglio, in onore della Madonna del Soccorso.

La parrocchia:

La prima notizia che si ha della chiesa emerge da un atto del 1143 col quale Siro II, primo arcivescovo di Genova, ordinava le decime delle olive della Pieve di S. Michele di Sori; da essa, infatti, Capreno dipendeva con altre quattro parrocchie.

Non si conosce l'anno preciso di erezione a parrocchia. Di certo si sa che il 7 Novembre 1597, gli abitanti ottennero dall'arcivescovo Matteo Rivarola di procurarsi un parroco proprio. Nel 1603 avvenne la separazione della parrocchia di Capreno con la chiesa di Canepa. Venne il giorno che la vecchia chiesa dovette essere abbandonata; per questo evento sono suggerite tre date diverse: 1711/1718/1727; ma la più sicura è quella del 1718: il 31 maggio 1718 il rettore Giacomo Gazzo trasferiva tutto nell'oratorio per compiervi le funzioni religiose. Si diede così mano alla costruzione di chiesa nuova e più ampia; il 27 giugno 1721 la chiesa rinnovata veniva benedetta dall'arciprete della Pieve di S. Michele di Sori, Carlo Antonio Bertolotto e l'anno successivo (27 maggio) si inaugurava davanti alla chiesa il sagrato, rifinito tutto in pietra con il lavoro degli abitanti. La chiesa fu consacrata con manifestazioni solenni dal Cardinale Siri il 1° giugno 1980. Il registro dei battesimi comincia dal 22 marzo 1588; Come primo rettore si conosce Lanfranco alla data 3 febbraio 1243. Da menzionare, oltre alla ricchezza propria del barocco genovese dell'interno, l'organo. Esso era appartenuto al Teatro Carlo Felice. Possiede molti registri che ne connotano i caratteri concertistici propri dello strumento. Fu acquistato dai fedeli per lire 1500 dalla Duchessa di Galliera, e arrivò nel borgo nel 1859. Attualmente necessita di restauro.

LAGO

Lago195L'abitato di Lago e' stato fino a 50 anni fa un centro commerciale importante, ed ospitava la sede del comune di Canepa, la posta, mulini ed officine. Con la costruzione della strada carrozzabile che raggiunge le frazioni, l'attività economica si e' decentrata, ma resta un importante nucleo sociale che si raduna nella Cappella intitolata alla Madonna di Lourdes, e alla società Operaia che ha sede nei locali dell'ex-municipio.

Festa patronale, la 2° domenica di luglio, in onore a N.S. di Lourdes.

TERIASCA

Teriasca195Il paese, situato in una valle secondaria, pare abbia avuto origine nel '500 quale luogo di rifugio per popolazioni rivierasche esasperate dalle scorrerie e dai saccheggi dei pirati barbareschi.
L'abitato, raccolto attorno alla chiesa di S.Lorenzo, ben visibile dalle pedonali che conducono a Pieve Ligure ed a S.Croce, mantiene l'impianto storico delle case a schiera, tipicamente genovesi.
Leggermente distaccata dal borgo vi e' la Società Operaia, luogo d'incontro e di socializzazione per la frazione.

Festa patronale il 10 agosto (S.Lorenzo) e la terza domenica di settembre (S.V. Addolorata).

La parrocchia:

Gli abitanti di Teriasca e Cortino ottennero dal Cardinale Stefano Durazzo il 27 agosto 1654 facoltà di costruirsi una cappella intitolata ai SS. MM. Lorenzo e Terenziano, sotto la pieve di S. Michele di Sori. La chiesetta fu ultimata sul finire del 1657 con tre altari. L'anno seguente (7 gennaio 1658), dallo stesso Durazzo fu concessa facoltà di celebrazione. L a chiesa subì rinnovamenti nel 1669 e nel 1718.
L'intitolazione a parrocchia avvenne nel 1755 (decreto del 16 maggio, arcivescovo Giuseppe Maria Saporiti), con intitolazione a S.Lorenzo. Il primo parroco fu il sacerdote Andrea Vigne di Traso, che la reggeva come addetto già da sedici anni. Intorno al 1860 la chiesetta fu ingrandita e resa a tre navate: fu completato il campanile che portava tre campane e messo l'orologio.
Con suo lascito, Sebastiano Bozzo fu Antonio il 18 maggio 1752 (notaio Paolo Benedetto Recagno) fondava un beneficio ecclesiastico semplice, perpetuo, detto Abbazia all'altare dell'Addolorata.
Sulla strada per S.Croce, si incontra la cappella intitolata a S.Rocco, costruita per grazia ricevuta dalla comunità nel 1912 a seguito dell'epidemia di colera che colpì Sori.
Cortino
Con la prevalenza di case sparse, rappresenta la zona di espansione della frazione di Teriasca. E' ben esposto sulla costa di levante, ove troviamo una cappella intitolata alla Madonna della Guardia.

CANEPA

Il borgo di Canepa si trova su un crinale che domina la valle di Sori; e' disposto a ovest della chiesa la cui torre medioevale aveva all'origine funzioni difensive e di avvistamento.
La disposizione dell'abitato, raccolto lungo gli assi viari che portano alla sovrastante chiesa parrocchiale, rispecchia l'impianto storico delle case a schiera, tipicamente genovesi.
Canepa ha dato origine a un territorio amministrativo che nel '600 poteva fregiarsi dell'appellativo "Magnifica Comunità di Canepa", e fu infine Comune fino all'annessione con Sori nel 1928.

Festa patronale, la 1° domenica di agosto, in onore di S.Eusebio.

La parrocchia:

La troviamo nominata la prima volta nel registro arcivescovile nel 1143 come cappella "S. Maria de Canava", in occasione del decreto arcivescovile dell'epoca sulla decima dell'olio. E' intitolata a S.Maria Assunta e a S.Eusebio.
In un atto del 1240, troviamo il rettore Adriano, assieme ai suoi omonimi della Pieve di S.Michele di Sori, di Capreno e di S.Bartolomeo, impegnato a dare garanzia per certe spese che l'arcivescovo di Genova doveva fare, a sostegno di una spedizione contro Federico II imperatore in lotta col Papa Gregorio IX.
Non si conosce l'anno preciso di erezione a parrocchia.
Nel 1582 il visitatore apostolico Mons. Bossio la trova già parrocchia aggregata a San Pietro di Capreno; secondo altra fonte, è Capreno aggregata a Canepa. Pare comunque che la chiesa venisse unita a Capreno dopo l'ultimo rettore, il monaco pavese Pietro de Ulmo di S. Colombano di Bobbio, eletto il 6 agosto 1389. Da questa unione Canepa fu staccata il 21 luglio (o il 31) 1603 dal cardinale Orazio Spinola che la rese parrocchia indipendente; nello stesso anno avvenne la consacrazione.
La chiesa fu ingrandita nelle sue forme attuali nel 1725, e subì rimaneggiamenti nel 1882/1883. A conclusione dei lavori, il 20 marzo 1883 il rettore venne dichiarato prevosto.
La parrocchia è' stata oggetto di approfondito studio da parte degli studenti del liceo scientifico di Recco, i cui lavori possono essere ammirati nell'oratorio sottostante. Attualmente l'oratorio, non avendo più funzioni religiose ma sede della locale confraternita, e' divenuto un centro di aggregazione per la frazione.
L'altare in marmo alla Madonna del Soccorso, costruito nel 1825 allungando la chiesa, è frutto di una devozione importata da un sacerdote sorese di ritorno dal Perù .
Nella Chiesa, pregevole e' l'altare maggiore (1746), espressione sobria ed elegante del barocchetto genovese. Ai lati del presbiterio troviamo due pregevoli tele: a destra il "martirio di S.Orsola", dipinto nel 1586 da Bernardo Castello (1557-1629), e a sinistra, "S.Pietro d'Alcantara in estasi davanti alla Croce", opera di Domenico Piola (1628-1703), provenienti rispettivamente dalle distrutte chiese genovesi "di SS.Giacomo e Filippo" e "di S.Maria della Pace".
Nel Territorio della parrocchia c'era l'hospitalis di S. Giacomo di Pozzuolo con chiesetta, datato 1208. Di essi, ancor oggi sono noti e visitati i ruderi medioevali.

LEVA'

Leva195E' uno splendido borgo di mezza costa, costituito da una struttura abitativa rettilinea ben esposta a mezzogiorno con la chiesa settecentesca intitolata alla Provvidenza; la chiesa, l'unica nel territorio sorese a non essere "parrocchiale", è situata all'inizio del percorso pedonale che attraversa il paese.

Sono ancora presenti esempi di antiche costruzioni rurali di notevole fattura che fanno di questo paesino motivo d'ammirazione e di studio.

SUSSISA

La frazione conserva ancora tracce della sua origine rurale che emergono dai tanti piccoli agglomerati talvolta anche piuttosto lontani tra loro.

Poli di aggregazione sono la chiesa eretta nel 1750 ed intitolata a S.Matteo e la società Operaia e Contadina che e' ancora centro di ritrovo. Nella società ha sede anche la Banda Musicale di Sussisa, complesso Musicale presente nelle sagre delle frazioni.
La frazione e' attraversata dalla provinciale del monte Cornua in località Nunciano ove si trovano la chiesa e la società. Più in alto, dove dalla provinciale parte la strada per Levà, c'e l'abitato di Cretti. Altri abitati sono: Massiglione, Nosiglia, Castagne di Nosiglia, Camporotondo, Castagnola, Porcile.
Festa patronale, S.Matteo, festeggiato la 1° domenica di luglio.

La parrocchia:

In località Sussisa o Socisa o Monterotondo verso il 1754 venne retta una capella intitolata alla SS. Concezione con tre altari: il maggiore fu intitolato ai Santi Giacomo e Filippo; gli altri furono intitolati ai Santi Matteo e Ferrando ed all'Immacolata Concezione. Ciò a significare della oramai crescente necessità della popolazione di un centro di aggregazione religiosa. Pare che il sito della cappella fu scelto in modo che fosse equidistante da tutti gli abitati circostanti.
La chiesa fu eretta in parrocchia autonoma il 12 ottobre 1920 con decreto del cardinale T.P.Boggiani.

Estate 2018

soriteatro

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